PolyJoule: Le Batterie Autoestinguenti di 3a Generazione Rivoluzionano l’Accumulo Energetico

PolyJoule, pioniere nelle batterie a polimeri conduttivi, ha annunciato il lancio della sua chimica di terza generazione, progettata per essere intrinsecamente autoestinguente. Questa innovazione, frutto delle ricerche del MIT, introduce un nuovo catodo a polimeri conduttivi e un elettrolita a sale liquido, affrontando direttamente le principali criticità delle batterie agli ioni di litio: sicurezza, complessità e dipendenza da catene di approvvigionamento estere.

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Auto di nuova generazione: sostituzione della batteria

Partiamo con il dire che il parco auto europeo sta cambiando molto velocemente, anche per effetto dei rigidi target che i legislatori hanno imposto sulle emissioni di CO2 delle automobili, infatti entro il 2021 dovrà rientrare in 95g/km. Questi nuovi target hanno portato i costruttori a progettare automobili con tecnologie e motori sofisticati introducendo caratteristiche avanzate come lo start e stop, sistemi per la gestione della batteria e alternatori intelligenti, che non ricaricano più le batterie in modalità continua.

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Come calcolare l’amperaggio necessario per un impianto

Vedremo in questo articolo come calcolare l’amperaggio necessario per il nostro impianto.

  1. Dovremo verificare tutti i carichi elettrici calcolando la potenza in watt (W Tot)
  2. Divideremo poi i W tot con il voltaggio dell’impianto (V) trovando così il valore della corrente richiesta in Ampere (A)
  3. Moltiplicheremo la corrente richiesta (A) per il numero di ore giornaliere durante le quali il pacco batterie sarà attivo (h). Troveremo così Gli Ampere Ora (Ah)
  4. A questo punto moltiplicheremo gli Ampere Ora Ah per l’indice di sicurezza 1,5 calcolando il valore reale della capacità necessaria.
Ecco la formula:

W Tot/V = A
A x h= Ah
A x 1,5 = Ah reali

Scheda di sicurezza (SDS) o scheda a 16 punti

Questo articolo è molto importante per tutti coloro che lavorano, come noi con prodotti chimici. Iniziamo con la spiegazione.

Una scheda di sicurezza (SDS) è un documento legale in cui vengono elencati tutti i pericoli per la salute dell’uomo e dell’ambiente di un prodotto chimico. In particolare vi sono elencate le componenti, il produttore, i rischi per il trasporto, per l’uomo e per l’ambiente, le indicazioni per lo smaltimento, le frasi H ed i consigli P, i limiti di esposizione TLV/TWA e le protezioni da indossare per il lavoratore (Dispositivi di Protezione Individuale) che ne entra in contatto.
In Europa la struttura ed il contenuto tecnico delle schede di sicurezza è regolato dal regolamento n. 1907/2006 del Parlamento Europeo del Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). Il REACH integra i criteri delle precedenti direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE (che stabiliscono i preparati e le sostanze interessati ed i criteri per l’imballaggio e la loro etichettatura), rendendo obbligatoria le SDS anche nei seguenti casi:
  • sostanze persistenti, bioaccumulanti e tossiche (PBT)
  • molto persistenti e molto bioaccumulanti (vPvB) in base ai criteri di cui all’allegato XIII
  • sostanze incluse nella lista di quelle eventualmente candidate all’autorizzazione, disposta dall’art. 59
  • su richiesta dell’utilizzatore professionale, per preparati non classificati ma contenenti (in concentrazione individuale pari o superiore all’1% in peso per preparati solidi e liquidi o allo 0,2% in volume per preparati gassosi) sostanze pericolose, oppure dotate di valore limite d’esposizione professionale o ancora rientranti nei casi di cui sopra.

Struttura SDS europea

La struttura della scheda di sicurezza deve essere composta dai seguenti 16 punti obbligatori:

  1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa
  2. Identificazione dei pericoli
  3. Composizione/informazioni sugli ingredienti
  4. Misure di primo soccorso
  5. Misure antincendio
  6. Misure in caso di rilascio accidentale
  7. Manipolazione e immagazzinamento
  8. Controllo dell’esposizione
  9. Proprietà fisiche e chimiche
  10. Stabilità e reattività
  11. Informazioni tossicologiche
  12. Informazioni ecologiche
  13. Considerazioni sullo smaltimento
  14. Informazioni sul trasporto
  15. Informazioni sulla regolamentazione
  16. Altre informazioni

Cliccando Qui potete vederne un esempio

"Una vigile e provvida #paura è la #madre della #sicurezza." – #Edmund #Burke#pianetabatteria http://t.co/raKcdlXOdC

— Pianeta Batteria (@PianetaBatteria) 5 Febbraio 2015